L'IMPORTANZA DELLA COLAZIONE!

Non ignorate la colazione! Secondo la Prospettiva Ayurvedica digiunare al mattino non è raccomandato, perché irrita pitta, vata e kapha dosha. Saltare la colazione irrita particolarmente sadhaka pitta, un subdosha di pitta. Il pitta di Sadhaka è responsabile di mantenere un buon controllo di temperamento e quando in equilibrio, porta gioia e appagamento. Uno sbilanciamento può dare luogo ad irritabilità ed sconvolgimento delle emozioni.

Molte persone si sentono troppo impegnate per fare colazione al mattino o solo non sentono fame. Se siete soliti ignorare la colazione, cominciate con poco, qualche cosa ogni mattina e lavorate di nuovo su di voi e sul modo di fare una colazione sana. Un buon modo di rompere l’abitudine di ignorare la colazione è fare e bere frutta fresca o succhi vegetali. Reidratando così il corpo con fluidi freschi, naturali, e nutrienti; ciò aiuterà a trovare un inizio di giornata migliore, anche in una giornata difficile.

Provate una miscela di succo di carota fresca e zucchini, o acini d’uva dolce e fresca, succo di mela, o succo di pera. Scegliete frutta dolce e matura. Il Succo di arancia non è raccomandato per uno stomaco vuoto perché è troppo siliceo. Frutta qualunque o vegetali di vostra scelta,il succo fresco è migliore, perché ha maggior “prana” o forza vitale. Il succo dovrebbe essere a temperatura ambiente e non ghiacciato.

L’Ayurveda dice che la frutta di mattina è come oro. Questo è il miglior momento della giornata per ottenere il nutrimento massimo dalla frutta. Le mele cotte, mangiate come prima cosa di mattina aiutano a creare “ojas” il sotto-prodotto finale e maggiormente raffinato della digestione. Ojas contribuisce a migliorare la vitalità, forza, l’immunità, e il benessere complessivo.

Gli altri suggerimenti per la colazione tipo, includono fichi essiccati ed uva passa, messe a bagno la notte prima o bollite lentamente con una dose piccola d’acqua per 30 minuti. O provate una delle combinazioni sane e seguenti: chapati (pane piatto,non lievitato) con miele crudo ed il latte caldo, o farina d’avena con uva passa e mandorle tritate. L’energia della mandorla mescolata col latte caldo è un altro modo eccellente di avviare il giorno. Sostituite il caffè con una Tazza di tisana per un grande effetto antiossidante.

 

Tratto da il-massaggio.com

 

Ultima modifica il Lunedì, 03 Luglio 2017 07:52

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ELISIR DI VITA - prepariamo il ghee

 
ELISIR DI VITA - prepariamo il ghee
 
L'Ayurveda riconosce nel Ghee uno dei mezzi più efficaci per il ringiovanimento. Vale come elisir di vita perché ha l'effetto di rigenerazione delle cellule. Il Ghee è, assieme al latte e al miele, un elemento naturale e si usa nelle pietanze ayurvediche. È prodotto in forma naturale: il burro senza sale viene liberato dall'acqua e dagli elementi delle proteine in esso contenuti e cosi diviene un prodotto puramente naturale. Il Ghee ha molteplici usi, interni ed esterni. È un elemento nutrizionale di base. È da usarsi in ogni buona cucina; oltre che ad essere un elemento base da tenere in ogni casa come rimedio farmaceutico-casalingo. È usato per la produzione di cosmetici e di preparati ayurvedici. II Ghee insieme all'acqua è la cosa più importante per la purificazione del corpo.
 
 
COSA SERVE:
- 2 pentole
- Colino di metallo
- Panno da cucina pulito o panno di cotone
- Cucchiaio di legno
- Barattoli di vetro
- 1,5 kg di burro biologico dolce o panna acida
 
 
PREPARAZIONE:
La ricetta ayurvedica classica suggerisce di sciogliere il burro sino ad ebollizione in una pentola, per poi abbassare le fiamma. Il burro fuso deve cuocere a fuoco bassissimo per 45 minuti. Rimuovere ripetutamente con una spatola i solidi del latte che affiorano in superfice. Quando il burro è completamente chiaro, è pronto per le fasi successive. Tuttavia è necessario prestare attenzione a che il burro non diventi color ocra o marrone scuro: in tal caso il prodotto non è più utilizzabile. Quando il burro ha un odore simile al caramello, leggermente nocciolato ed il suo colore è diventato giallo oro e di consistenza chiara, è pronto per essere tolto dal fuoco. A questo punto il Ghee deve essere filtrato attraverso il panno ed il colino in una seconda pentola per poi essere versato in vasi di vetro nei quali, dopo averli ben chiusi, potrete lasciar raffreddare il prodotto. Il Ghee può essere così conservato addirittura per anni. Poiché il Ghee non contiene elementi di scarto né proteine, si tratta di un prodotto purissimo, ed in grado di fornire la massima energia possibile al corpo. Il Ghee inoltre aiuta a purificare e disintossicare l’organismo. Tanto più è vecchio, quanto maggiore sarà l’effetto terapeutico sul corpo.
 
 
 
 
 

Ultima modifica il Giovedì, 29 Giugno 2017 16:30

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Dialogo tra uno scettico curioso e un ayurvedico Convinto [6]

dialogo 6

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Autore: Dott. A. Chiantaretto, Loredana Stranges

 

A. Allora, mio scettico la potenza dell’Ayurveda ha fatto breccia nella corazza dei tuoi , e non solo tuoi, luoghi comuni su Ayurveda, India,etc ??

S. Caterina , mia moglie, dice che sono diventato fissato su queste cose..., m almeno le sue notti sono più riposanti.

A. Ah naturalmente tu russavi, vero?

S. Russavo, russavo e tanto anche, adesso molto meno , sarà un caso, ma Caterina mi stressa di meno sul mio russare e sulle sue notti quasi da martire. Sembra, dico sembra, che da quando al mattino, non tutti i giorni lo ammetto, mi lavo il naso, pardon eseguo jala neti, il mio russare vada decisamente meglio.. chissà..

A. E ti credo! Respiri meglio dal naso, di conseguenza russi meno!

S. Io continuo però a non capire e ad avere i miei dubbi sulle tue teorie indiane...tuttavia..

Ultima modifica il Lunedì, 24 Agosto 2015 10:21

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UPASTHĀTĀ

Il Ruolo del Terapista nella Medicina Ayurvedica

chakra

 

Essere un Buon Operatore? Impara strumenti e Competenze

L’āyurveda ha una storia millenaria e le sue radici si perdono in epoche remote il cui ordito è praticamente impossibile ricostruire. Questa medicina storica è un patrimonio incalcolabile di osservazioni, catalogazioni, esperienze che è arrivato a noi arricchito nei secoli, ma fedele allo spirito iniziale e ai contenuti che ne costituiscono la base: uno di questi cardini, che può apparire a una prima osservazione banale è il Catuṣpāda. Catuṣpāda è un termine sanscrito che possiamo tradurre con “ciò che è diviso in quattro parti” e definisce i quattro pāda, ovvero i quattro pilastri ritenuti sostanziali per la realizzazione di una terapia:

Ultima modifica il Giovedì, 15 Giugno 2017 08:05

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Dialogo tra uno scettico curioso e un ayurvedico Convinto [5]

agni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

Autore: Dott. A. Chiantaretto, Loredana Stranges

 

A.  Eccoci qua. Namaskar, namaskar!

S. Accidenti, ma che fai?! Mi parli  in sanscrito? Almeno penso e temo…

A. Tranquillo, è semplicemente la formula di saluto e di benvenuto in India e tu puoi  rispondere  “Namasté” ed il gioco è fatto.
Come stai?  Non ti ho più visto dopo la tua famosa cena…
 

S. Ah, meglio così!  È stato un vero “dèbacle”!  Vedi, anch’io so le  lingue! Per fortuna è passato un pò di tempo e te ne parlo senza star male al solo ricordo…
 

A. Ehilà… deve essere stata dura, allora, ma a vederti mi sembri tranquillo, a parte il naso che cola e gli occhi rossi che lacrimano…un vero allergico ai pollini e quant'altro, mi sembra di poter diagnosticare…,
 

Ultima modifica il Sabato, 11 Luglio 2015 12:44

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